Patologie trattate dalla neurochirurgia a Bologna

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La neurochirurgia a Bologna tratta le patologie a carico del sistema nervoso centrale e periferico che siano suscettibili di risoluzione o miglioramento tramite intervento chirurgico.

Neurochirurgia a Bologna e patologie della colonna vertebrale

Sono molte le patologie della colonna vertebrale che vedono applicate le tecniche di neurochirurgia, un esempio ne sono le ernie del disco, ma non solo, perché in neurochirurgia a Bologna possono essere trattati anche i casi di spondilolistesi. Si tratta di una patologia molto invasiva che compromette la mobilità del paziente, è caratterizzata dallo scivolamento di una vertebra superiore rispetto all’inferiore anche con compressione delle strutture nervose della colonna vertebrale.

Può manifestarsi in tre forme:

  1. anterolistesi con scivolamento in avanti;
  2. retrolistesi con scivolamento indietro;
  3. laterolistesi con scivolamento laterale.

Nella maggior parte dei casi si verifica un’anterolistesi e la stessa colpisce soprattutto la 4° e la 5° vertebra del tratto lombare. Le cause possono essere di origine congenita oppure dovute a traumi o alla pratica di determinati sport come il golf. Spesso la fase iniziale è asintomatica e si percepisce semplicemente un dolore alla zona. Il trattamento chirurgico viene solitamente prescritto quando, in seguito alla fisioterapia, non vi sono stati miglioramenti rilevanti o comunque la patologia è di una certa gravità. L’intervento può essere diviso in tre parti, la prima è volta ad eliminare la compressione sul sistema nervoso, la seconda è volta al riposizionamento in giusta collocazione delle vertebre ed, infine, si procede con la stabilizzazione tramite artrodesi. Nella maggior parte dei casi si interviene posteriormente, solo quando ciò non è possibile si procede per via anteriore.

Neurochirurgia a Bologna e tumori cerebrali

La neurochirurgia in ambito oncologico ha fatto molti progressi nel tempo e alcuni sono davvero significativi. Per eliminare masse tumorali che colpiscono il cervello è, infatti, necessario intervenire chirurgicamente attraverso una craniotomia, cioè l’apertura della scatola cranica, che viene eseguita nella maggior parte dei casi in anestesia generale.

C’è da dire che questa tecnica per molti casi risulta ormai superata perché ha degli inconvenienti, andando, infatti, ad intervenire sulle strutture deputate al linguaggio, vista e via discorrendo, il rischio al risveglio è che siano compromesse delle facoltà.

Una nuova tecnica prevede che non sia praticata l’anestesia generale e che il paziente possa interagire con l’equipe dei chirurghi in modo che questa possa valutare già durante l’intervento se vi sono menomazioni e correggere le stesse. Ciò evita che si debba nuovamente intervenire. Con il tempo anche le incisioni del cranio hanno notevolmente visto ridurre la loro entità ed oggi, nella maggior parte dei casi, non è più necessario dover radere la testa.

Neurochirurgia a Bologna ed idrocefalo

L’idrocefalo è una patologia caratterizzata da una raccolta anomala di liquido cerebrospinale nella scatola cranica, ciò genera un’eccessiva pressione e quindi convulsioni, svenimenti, deficit intellettivi. L’intervento chirurgico di elezione per questo tipo di patologia è lo shunt, esso consiste nell’applicazione di un drenaggio formato da un tubicino flessibile con valvola nel ventricolo cerebrale, attraverso esso il liquido viene deviato in altre parti del corpo, solitamente addome, per essere poi fisiologicamente eliminato.

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